Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/32

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Altra Biblioteca popolare a benefizio esclusivo de' suoi soci si propose pure di fondare la Unione democratica in Ancona.

Arezzo.

Mossi dal desiderio di giovare al popolo col provvedergli que’ libri che possano compiere l'istruzione e l’educazione della scuola, i professori della Magistrale, F. Gargini, e dottor Valentino Lisi, si fecero a promovere una Biblioteca popolare circolante nel giugno 1868 che ai 30 di novembre fu aperta con 388 opere in 577 voi. di cui 462 donati. Per le cure dei due bravi professori la Biblioteca apresi tutti i dì nel locale della suddetta scuola; la lettura è a domicilio e gratuita, e l’istituzione vive della quota che i primi 30 fondatori destineranno in apposito regolamento da approvarsi nella prossima adunanza generale, la quale non si farà troppo attendere essendo numerose le richieste di letture e copiosi i doni che tuttodì i promotori ricevono.


Altre Biblioteche furono iniziate in Asiago (Vicenza) a cui il R. provveditore Lioy mandava 50 volumi in dono, in Acireale (Catania) a cura della Società operaia e per i suoi membri, in Asti (Alessandria), e in Ardenza (Livorno).

Bergamo.

Una Biblioteca circolante nelle carceri giudiziarie fu qui fondata fino dal 1866 a servizio dei detenuti e per iniziativa del municipio che donava appositamente 300 volumi, ai quali se ne aggiunsero altri 85 regalati dal cappellano locale don F. Premerlani: la storia è rappresentata