Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/40

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sone del Macé, del Tommasèo, dell'Arrivabene, del Luzzati, del ministro Broglio, dei Bruni, del Bonci, del Valerio, del Mariotti deputato: ecco le parole con cui fu fatto appello alla cittadinanza Camerinese:

«Valido mezzo a diffondere l’istruzione nel popolo sono le Biblioteche popolari circolanti che già instituite in molte città italiane fanno ottima prova e danno non vane speranze di più largo frutto nell’avvenire. Può Camerino, ricca di scuole, d’ingegni svegliati e di sinceri amici dell’educazione popolare, rimaner priva di così bella istituzione?... A quanti sono agiati di fortuna o influenti per ufficio o per ingegno, a quanti gustarono le prime gioie dello studio rivolgiamo calda preghiera perchè con danaro, con doni di buoni libri, colla parola, e coll’esempio aiutino la nascente istituzione e chiamino l’onesto popolano a fruire del bene delle utili lettere, bene troppo spesso a lui negato. Agli operai facciamo vivissima esortazione di accorrere frequenti e volonterosi alla Biblioteca per essi istituita dove avranno libri che li ammaestrino e li avvantaggino nelle arti, temprino loro l’animo a retto e robusto sentire e sieno dolce compagnia delle ore di riposo, nell’officina, e presso il focolare domestico. Così la Biblioteca popolare diventerà continuazione e complemento della scuola e cesserà, speriamo, il triste spettacolo di molti che avendo appreso da fanciulli a leggere, dimenticano poi tutto sia per mancanza di mezzi, sia per vergognosa apatia quando son fatti adulti e ripiombano dolorosamente nell’ignoranza. Un appello... anco alle donne che hanno altissima missione educatrice nella famiglia di adoperarsi con ogni stu-