Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/50

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L’istituzione delle Biblioteche circolanti, affatto nuova per la provincia di Ascoli, fa subito per opera sua diffusa in tre comuni del circondario, e primo suo pensiero fu di dotarne (6 agosto 1867) la Società operaia di Fermo nella quale trovò pronti a secondare la nobile idea il presidente F. Vittoroni e il signor E. Del Bigio degni d’ogni encomio.

Ai 90 volumi del Comizio vogherese si aggiunsero altri doni di privati cittadini, e l’istituzione si apriva con 179 volumi, nel locale concesso dal municipio, alla Società del mutuo soccorso nell’antico ospedale civico.

Del resto il buon seme è gettato, il desiderio di leggere e il bisogno non manca; lo provano ad evidenza le continue ed esuberanti richieste dei lettori che si presentano alla Società per aver libri dei quali è troppo esiguo il numero.

Manca invece che ogn’ordine di cittadini si levi su in amichevole consorzio a dare una mano, un aiuto, fosse anco d’un sol libro, all’impresa; che la provincia e il Consiglio scolastico si muovano come già fecero ben 12 Consigli provinciali d’Italia; che l’autorità prefettizia non si tenga inerte o indifferente nel promuovere o confortare anco i più piccoli germogli del bene, ma imiti il nobile esempio del comm. Carlo Mayr, prefetto di Genova, che inaugurando la nuova sessione del Consiglio provinciale vi prese esso stesso coraggiosamente la bella iniziativa, proponendo premi e sussidi1.

  1. Mentre pubblicavansi queste pagine abbiamo saputo con piacere che il prefetto dandosi premura cosi delle istituzioni fondate, nel marzo 1869, ha ottenuto dal R. Ministero per ciascuna delle tre Biblioteche del circondario fermano un bel dono di dieci operette popolari.