Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/52

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Ferrara.

Ai primi del 1868 una Società si costituirà in Ferrara per la diffusione dell’istruzione intellettuale e morale, e questa intitolarsi Società Savonarola; erano dei più caldi promotori l’egregio dott. Giovanni Gattelli, l’avv. E. Galavotti, il deputato Mazzocchi, il cav. Cittadella: il 15 marzo del 1868 le basi dello statuto trovavansi sancite nella prima adunanza dei soci: una Biblioteca popolare circolante doveva essere subito impiantata, non si trattava di chiedere ai soci più che 50 centesimi al mese e una tassa d’ammissione d’una lira: i contribuenti, se non in gran numero, pure in sufficiente per: assicurare l’impresa, concorsero; ed ai primi del febbraio 1869 l’istituzione contava 207 membri effettivi e un buon nucleo di 768 volumi tutti donati, di cui 299 regalati dalla provincia e dalla Biblioteca delle scuole magistrali. La Biblioteca s’apri quotidianamente ai lettori fino dal 1° d’ottobre 1868; e nell’ultimo bimestre furono 211 i volumi asportati dai soci a domicilio: la sola Biblioteca Utile del Treves e i fascicoli della Scienza del popolo s’erano acquistati coi fondi sociali.

A rendere più florido lo stato di questa ancora nascente istituzione concorsero ultimamente varie offerte in danaro per L. 367, delle quali 300 stanziate dal Consiglio provinciale di Ferrara e le altre generose elargizioni dei deputati Mazzocchi, Seismit-Ooda, marchese Strozzi e Lodi. L’assemblea generale ha finora proclamato sei soci onorari: Luigi Cibrario, Giuseppe Garibaldi, Niccolò Tommasèo, Cesare Cantù, F. D. Guerrazzi, Antonio Bruni.