Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/60

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ziosi manoscritti e autografi dei più illustri cittadini d’Italia, e così del Gioberti, del Balbo, Vernazza, D’Azeglio, Manno, Cavour, ecc. ecc.

Al locale, manutenzione, alla distribuzione e legatura dei libri, illuminazione, ecc. provvede l’egregio fondatore del proprio e più impiega un cento di lire all’anno per provvista di nuovi libri. Il municipio non contribuì mai in alcun modo all’opera benefica; solo il Ministero di pubblica istruzione diè nel 1867 il cospicuo sussidio di lire 150.

Molti dei più illustri cittadini furono bensì generosi in doni di libri: a pegno di riconoscenza è da ricordarsi S.M. il Re, l’augusto principe Tommaso di Savoia, il march. Cesare Alfieri, il senatore Matteucci, il cav. prof. G. Morelli, il tipografo Franco, Marietti, Paravia, Pons, la marchesa Ricci d’Azeglio, l’Associazione italiana per l’educazione del popolo, i senatori Cibrario, Sismonda, Ricotti, il sottoprefetto Ponsiglione, conte Malabayla, ecc.

I volumi ascendono a 2 mila, in gran parte popolari; e dei più utili ed acconci alla lettura hannosi varie copie. La lettura è affatto gratuita e non si richiede deposito alcuno per i lettori della Biblioteca circolante: il termine utile della restituzione, è un mese. Tutti i libri, oltre l’annotazione se siano comprati, o donati e da chi, vanno muniti d’un bollo avente nel campo un sole che irraggia e nell’esergo le parole Biblioteca Popolare di Govone.

Govone (Cuneo).

«Canale, Carrù, Demonte, Racconigi, Savigliano, Murello.»

Prima dell’autunno 1867 non esisteva nella provincia di Cuneo alcuna istituzione che dif-