Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/67

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lani che dimorano continuamente nel paese, potesse offrire eguale benefizio per quei più che mille marinari ai quali bisognerebbe pur potere affidare non uno, ma dozzine di libri da servire per tutta la durata dei loro lunghi viaggi.

Il concetto di questa propaganda educativa fra la gente di mare presenta, oltre la sua novità, tale utilità pratica, che non si poteva a meno di ricordare questa nobile iniziativa, la quale auguriamo coronata da felice esito al benemerito Mazza.

Laveno (Como).

La Biblioteca popolare di Laveno ripete la sua prima vita dalla generosa e provvida amministrazione del conte sindaco Tinelli e dall’operosità del maestro comunale Gerolamo Bassani, il quale molto contribuì ad accrescere le scuole e mantenerle in fiore dopo sgombrata dallo straniero la provincia di Como: ad esso infatti si deve soprattutto l’istituzione d’una scuola per le arti di disegno ed ornato, e la fondazione delle scuole serali in un col valente ispettore parroco G. Bazzi: per questi meriti, che dal Ministero si riconobbero nel maestro Bassani e nella solerte amministrazione del comune, vennero, nel 1866, ad entrambi, due sussidii, per proposta dell’egregio provveditore cav. Rho che aveva visitato le scuole di Laveno. Il Bassani ebbe la felice idea di proporre al nob. Tinelli che il sussidio del comune fosse destinato all'acquisto d’uno scaffale, e così fu fatto; il sindaco di gran cuore aderiva, e raccolti alcuni pochi libri s’apriva la Biblioteca popolare il 1° gennaio 1867 la quale in breve si faceva ricca di 227 vol., 220 fascicoli e d’alcuni giornali pedagogici. Il