Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/80

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nita di pochi ma buoni volumi ed ha già un rilevante numero di soci.

Montagnana (Padova).

Una Società per la lettura popolare si è pure istituita con buoni auspici in questo paese: la Direzione è composta dei signori avv. Luigi Chinaglia, Ziviani dott. Francesco, Corubolo Decio, Foretti Bortolo, e si propone di tassare i soci ad una tenue mensile contribuzione, come fu fatto a Prato; sappiamo che per quanto sia incipiente la istituzione ha raccolto buon numero d’adesioni, e parecchi doni di libri le vennero in specie dal senatore Torelli, dal deputato Bossi di Schio, ecc.


Altre Biblioteche sono pure iniziate a Moggio e Malnate (prov. di Como), a Milazzo per opera del signor Antonino La Bosa, a Medezzano, ed una a Montalcino (Siena) per iniziativa dell’egregio avv. Galassi che in pochi giorni vi fece una colletta di 180 lire e 200 libri.


Anco in Norcia (Perugia), Noto (Siracusa), e Novara si sono iniziate Biblioteche circolanti: in Novara se n’è fatto promotore l’egregio avv. Carlo Corrotti che richiesto lo statuto della Biblioteca popolare di Prato lo comunicò all’associazione operaia, in seno alla quale sarà indubitatamente messo in atto il progetto.

Ortezzano (Fermo).

Il giorno 28 agosto 1867 pervenivano al bravo sindaco di questo comune signor G. A. Giulietti i primi 90 volumi destinati all’impianto della Biblioteca popolare, dono del Comizio agrario