Pagina:Le ferrovie per l'interno delle città.djvu/2

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architetto ed agronomo 347
dianzi aveva già servito di modello e fatto buona prova di sè all’atto pratico in quasi tutte le altre città dell’antica Lombardia di quà e di là del Ticino.
 Laonde gli stessi incliti Municipii di Torino e di Alessandria rispettivamente nei suddetti anni 1840 e 1850 diedero principio ed opera alla costruzione degli attuali selciati a guide di pietra lungo le principali loro vie interne di Po, di Doragrossa, di Santa Teresa, di Porta Nuova, di Borgo nuovo, di Porta Palazzo in quanto a Torino; della via del Corso, della Piazzetta ecc. sino alla Piazza Reale in quanto ad ad Alessandria 1 Di qui è pure che
  1. Allo stesso periodo 1830-1840 si riferiscono anche i primi progetti di strade ferrate in Italia, resi di pubblica ragione colle stampe dal sottoscritto dianzi sotto il titolo: Cenno sopra un perfezionamento del sistema di navigazione interna del Milanese inserito nella seconda edizione della Storia dei progetti e delle opere ecc. Milano, 1830, coi tipi di Giovanni Bernardoni, e poscia nel giornale scientifico di Milano la Biblioteca Italiana per gli anni 1836-1840, sotto i seguenti altri titoli, cioè: 1. Progetto (tecnico e regolare corredato dei disegni) della strada di ferro da Milano a Como; 2. Progetto (simile) di strada di ferro da Milano a Bergamo; 3. Delle macchine locomotive e stazionarie ad uso di motore pei trasporti celeri sopra le vie di acqua e di terra in Lombardia.
      Rimane quindi sinora inedito tutto quanto risguarda i primi studi e progetti preliminari da me pure eseguiti nel successivo decennio 1840— 1850 per le due principali nostre linee di strade ferrate. 1. da Torino o Milano per Vercelli, Novara e Boffalora; 2. da Genova a Milano passante per S. Martino al Gravellone e per Pavia; ma intanto di ciò ne potranno far fede a questo pubblico per una parte l’illustre matematico ed astronomo italiano sig. Barone Govanni Piana, Senatore, Consigliere comunale di Torino, Presidente della Reale Accademia delle Scienze di Torino, ecc, ed i Sigg. Cav. Carlo Lanchetti ed ingegnere Protasi, già sindaci di Vercelli e Novara volgendo l’anno 1850, mentre io mi trovava di servizio come ingegnere militare in Alessandria; e per l’altra parte il valente ingegnere Ignazio Porro, maggiore in ritiro del genio militare sardo, ora residente a Parigi, il sig. Pellegro Rocca da Genova ora residente a Vercelli, il signor marchese Ferrari duca della Galliera pure da Genova, ora residente a Parigi, l’altro distinto mio collega ingegnere Cav. Pietro Bosso, e finalmente l’ingegnere Brunel, figlio dei celebre costruttore del Tunnel sotto il Tamigi, residente a Londra.
anche in oggi gli stessi prelodati Municipii coltivano il pensiero, e sarebbero ben contenti di poter estendere successivamente lo stesso sistema di selciato a tutta questa città capitale del Regno Sardo ed in ispecie alle sue piazze principali; come Piazza Castello, Piazza Reale, Carlina, S. Carlo, Carlo Felice, Vittorio Emanuele, Emanuele Filiberto, ecc., e così anche si può dire lo stesso per le strade circonvicine alla piazza di Porta Savona e tutt’all’ingiro della Piazza Reale e della Piazza d’armi sino a Porta Marengo della città d’Alessandria; se non che da una parte senza ricorrere ai mezzi straordinari di nuove imposte o nuovi imprestiti gli Erari municipali di Torino e di Alessandria sono notoriamente insufficienti per far fronte a tutte le spese di costruzione e manutenzione dei nuovi selciati in progetto a ruotaie di pietra; e dall’altra parte le semplici guide di pietra nell’interno delle città non bastano più per sè sole a produrre dopo la scoperta delle ruotaie di ferro ne’ mezzi di trasporto tuta quell’economia di forza motrice e di tempo che si può a’ nostri giorni desiderare.


 Per la quel cosa è sin dall’anno 1844 che lo scrivente ebbe l’onore di proporre al sesto Congresso de’scienziati Italiani in Milano l’uso del particolare sistema di ruotaie in ferro rappresentato dall’opportuno relativo disegno affine di ottenere un’assai maggiore facilitazione nel movimento dei veicoli a motori animali sopra il piano delle stesse strade interne di città destinate alla circolazione dei pedoni e rotanti ordinarj tirati dai cavalli, Nello stesso tempo non ha mancato lo scrivente medesimo in allora, e non manca in oggi, di raccomandare ai Municipii di Milano, Pavia, Bergamo, Como, ecc.; di Torino, Genova, Alessandria, ecc., nell’Alta Italia, di non lasciarsi sfuggire l’occasione propizia del momento attuale per dar mano alla costruzione delle ruotaie di ferro in città a maggior sollievo dei cavalli d’attiraglio, ed a notabile risparmio della spesa di manutenzione dei selciati e delle ruotaie di pietra già in esercizio sopra alcune delle stesse vie interne, non che della spesa di trasporto delle persone e delle cose attraverso le nostre città. Soprattutto