Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/174

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per non darle motivo di venirne a qualche violenza clamorosa o segreta, facendo uso della sua arte magica, e farvi, per dispetto contro amendue noi, un trattamento più crudele e segnalato che non a tutti quelli, de’ quali ha potuto finora disporre, come già vi narrai. Ho qualche ragione di credere ch’essa vi tratterà bene, come mi ha promesso, per la considerazione tutta speciale che ha per me. L’avete potuto vedere anche voi da quella di tutta la sua corte e dagli onori che mi vennero fatti. Sarebbe ben maladetta dal cielo, se m’ingannasse; ma non m’ingannerebbe impunemente, chè saprei vendicarmene. —

«Coteste assicurazioni, che parevano assai incerte, non fecero molto effetto sull’animo di Beder. — Dopo tutto ciò che mi avete detto della nequizia di questa perfida,» ripigliò egli, «non vi dissimulo quanto io tema d’avvicinarmi a lei. Sprezzerei forse tutto ciò che me ne narraste, e mi lascerei abbagliare dallo splendore della grandezza che la circonda, se non sapessi già per esperienza cosa sia il trovarsi a discrezione d’una maga. Lo stato in cui mi son veduto per l’incantesimo della principessa Giauara, e da cui mi sembra non essere stato liberato se non per ricadere quasi subito in un altro, me la fa riguardare con orrore.» Le lagrime gl’impedirono di proseguire, e fecero conoscere con qual ripugnanza si vedesse nella necessità fatale d’essere dato in balìa alla regina Laba.

«— Figliuolo,» ripigliò il vecchio Abdallah, «vi prego di non affliggervi; confesso che non si può fare gran fondamento sulle premesse, e neppure sui giuramenti d’una regina sì perniciosa. Voglio però sappiate, che tutto il suo potere non si estende sino a me. Essa non lo ignora, ed è per questo, a preferenza d’ogni altra cosa, ch’essa mi usa tanti riguardi. Saprei ben impedirle di cagionarvi il me-