Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/358

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donna,» le chiese a sua volta, «chi è mai che tu chiami tuo figlio?

«— Voi medesimo,» rispose la madre con dolcezza. «Non siete voi Abu Hassan mio figliuolo? Sarebbe la cosa più singolare del mondo che l’aveste in sì breve tempo dimenticato.

«— Io tuo figliuolo! vecchia esecrabile,» riprese Hassan; «non sai quello che ti dica, e sei una bugiarda! Io non sono quell’Abu Hassan che tu cerchi; sono il Commendatore de’ credenti.

«— Tacete, figliuolo,» replicò la madre; «non avete giudizio; vi prenderebbero per pazzo se vi udissero.

«— Una vecchia pazza sei tu,» tornò a dire l’altro, «e non io, come pretendi. Ti ripeto che sono il Commendatore de’ credenti, ed il vicario in terra del padrone de’ due mondi.

«— Ah! figlio mio!» sclamò la madre; «è mai possibile che vi oda proferire parole dimostranti tanta alienazione mentale? Qual maligno genio vi possiede per farvi tenere simili discorsi? La benedizione del cielo sia con voi, o vi liberi dalla malizia di Satana! Voi siete mio figliuolo Abu Hassan, ed io sono vostra madre. —

«Dopo avergli dati tutti i contrassegni che seppe immaginare per farlo rientrare in sè medesimo ed indurlo a comprendere che trovavasi in errore: — Non vedete,» continuò essa, «che questa camera dove siete è la vostra, e non già la stanza d’un palazzo degno del Commendatore de’ credenti, e che non l’abbandonaste dacchè siete al mondo, rimanendo inseparabilmente con me? Riflettete bene a tutto ciò che vi dico, e non istate a figgervi nell’immaginazione cose che non sono e non possono esser vere. Ancora una volta, figliuolo, pensatevi sul serio. —

«Abu Hassan ascoltò pacificamente le rimostranze della madre, e cogli occhi bassi e la mano sotto il