Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/362

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«Hassan, invece di calmarsi e lasciarsi commuovere dalle lagrime della madre, dimenticossi anzi al punto di perdere verso di lei quel rispetto che la natura doveva inspirargli. Alzossi in furia, prese un bastone, e correndo a lei come un furioso col braccio alzato: — Maledetta vecchia,» le disse nella sua stravaganza, e con voce da incuter terrore ad ogni altro fuorchè ad una madre piena di tenerezza, «dimmi subito chi sono.

«— Figliuolo,» rispose la madre, guardandolo teneramente, invece di spaventarsi, «non vi credo abbandonato da Dio al punto di non conoscere quella che v’ha posto al mondo, e di sconoscervi voi medesimo. Non fingo nel dirvi che siete mio figlio Abu Hassan, e che avete gran torto d’arrogarvi un titolo che non appartiene se non al califfo Aaron-al-Raschid, vostro sovrano signore e mio, mentre quel monarca ci colma di beni, voi e me, per mezzo del regalo mandatomi ieri. In fatti, dovete sapere che il gran visir Giafar si prese ieri il disturbo di venirmi a trovare, e messami in mano una borsa di mille pezze d’oro, mi disse di pregar Dio pel Commendatore de’ credenti che mi facea quel dono. E tale liberalità non riguarda piuttosto voi che me, che ho appena pochi giorni da vivere? —

«A tali parole, Hassan non si contenne più. Le circostanze della liberalità del califfo, che sua madre andavagli raccontando, gli mostravano com’ei non s’ingannasse, e persuadevamo ognor più d’essere il califfo, poichè il visir non avevale portata la borsa che per di lui ordine. — Or bene, vecchia strega,» sclamò, «rimarrai convinta quando ti dirò che fui io a mandarti quelle mille pezze d’oro per mezzo del mio gran visir, il quale non fece che eseguire l’ordine da me datogli in qualità di Commendatore de’ credenti? Eppure, invece di credermi, non cerchi che