Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/514

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

100


voi di pensare ai preparativi per questo colloquio, affinchè corrisponda all’alta opinione ch’egli ha concepito della vostra persona; ma dopo ciò che vidi delle maraviglie che sapete fare, son persuasa non vi mancherà nulla. Non devo dimenticare di dirvi inoltre che il sultano vi aspetta con impazienza; laonde non perdete tempo a recarvi da lui.»

A questo passo, i primi raggi del giorno, cominciando a penetrare negli appartamenti del sultano delle Indie, misero fine al discorso della consorte.


NOTTE CCCXXVIII


— Sire,» continuò Scheherazade, «Aladino, lieto di quella notizia, e tutto pieno dell’oggetto onde era invaghito, disse poche parole alla madre, e si ritirò nella sua stanza. Quivi, presa la lucerna statagli sin allora tanto officiosa in tutti i bisogni ed in ogni suo desiderio, non l’ebbe appena strofinata, che il genio continuò a dimostrargli la propria obbedienza, comparendo subito senza farsi aspettare. — Genio,» gli disse il giovane, «ti ho chiamato affinchè tu mi faccia prender tosto il bagno; e poi, voglio che mi tenga pronto un abito il più ricco e magnifico che mai monarca abbia portato.» Aveva appena finito di parlare, che il genio, rendendolo invisibile al par di sè, lo sollevò e trasportollo in un bagno tutto di marmo finissimo, e di diversi colori bellissimi e svariati. Senza vedere chi lo servisse, fu spogliato in un magnifico e spazioso salone; quindi lo si fece entrare nel bagno, ch’era di temperato calore, e colà stropicciato e lavato con ogni sorti d’acque odorose. Fattolo quindi pas-