Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/516

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avvolto in una tela d’argento; e presentò il tutto al giovine.

«Delle dieci borse, Aladino ne prese quattro sole, e consegnatele alla madre, dicendo che le servirebbero pe’ suoi bisogni, lasciò le altre sei in mano degli schiavi che le portavano, con ordine di gettarne il contenuto al popolo a piene mani, passando per le vie, nel cammino che dovevano percorrere per recarsi al palazzo del sultano, ordinando pure che lo precedessero cogli altri, tre a destra e tre a sinistra. Presentò finalmente alla madre le sei schiave, dicendole ch’erano sue, e poteva valersene come loro padrona, e che pure per di lei uso erano gli abiti da quelle recate.

«Allorchè Aladino ebbe disposti così tutti i suoi affari, disse al genio, congedandolo, che lo chiamerebbe quando avesse bisogno de’ suoi servigi, e colui scomparve sul momento; allora il giovane più non pensò che a corrispondere al più presto al desiderio manifestato dal sultano di vederlo. Inviò al palazzo uno de’ quaranta schiavi, non dirò il più leggiadro, chè lo erano tutti egualmente, coll’ordine di volgersi al capo degli uscieri, e domandargli quando potesse aver l’onore d’andare a gettarsi a’ piedi del sultano. Lo schiavo non istette molto ad adempiere al messaggio; ma presto fu di ritorno, portando in risposta che il monarca attendevalo con impazienza.

«Non differì dunque Aladino a montare a cavallo ed a mettersi in cammino nell’ordine che dicemmo, e benchè non avesse mai cavalcato, vi si mostrò nonostante per la prima volta con tal grazia, che il cavaliere più esperto non avrebbelo preso per novizio. In un momento, le strade per le quali passava, furono piene d’una folla innumerabile di popolo, che faceva rimbombar l’aere d’applausi, di grida d’ammirazione e di benedizioni, ogni volta particolarmente