Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/517

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che i sei schiavi, portatori delle borse, facevano piovere per l’aria a destra ed a sinistra pugni di pezze d’oro; le acclamazioni non venivano da parte di quelli che sospingevansi e s’abbassavano per raccogliere le monete, bensì da quelli che, d’un grado superiore al popolo minuto, non poteano trattenersi dal dare pubblicamente alla liberalità di Aladino le lodi che meritava. Nè soltanto i molti, i quali ricordavansi averlo veduto giuocare per le vie in età già avanzata come un vagabondo, più nol riconoscevano, ma coloro stessi che da non molto l’avevano veduto, stentavano assai a rammentarselo, tanto aveva cangiati i lineamenti. Ciò proveniva dalla lampada, la quale aveva la facoltà di procurare gradatamente, a quelli che la possedevano, le perfezioni convenevoli allo stato cui arrivavano mediante il buon uso che sapessero farne. Si prestò allora molta maggior attenzione alla persona di Aladino che non alla pompa che accompagnavalo, notata già dalla maggior parte in quel medesimo giorno nella marcia degli schiavi che avevano portati o scortati i regali. Il cavallo però fu grandemente ammirato dagl’intelligenti, i quali seppero distinguerne la bellezza senza lasciarsi abbagliare, nè dalla ricchezza, nè dallo splendore de’ diamanti e dell’altre pietre preziose, onde andava ricoperto. Siccome erasi sparso il rumore che il sultano dava la principessa Badrulbudur in isposa ad Aladino, nessuno, senza aver riguardo alla di lui nascita, portò invidia alla sua fortuna od alla sua elevazione, tanto parevane degno!»

Scheherazade avendo cessato di parlare, il sultano si alzò dilettato talmente all’udir il racconto di tante maraviglie, che più non pensava a far morire la sultana, e l’indomani, di buon mattino, quand’essa ricominciò la novella, le prestò attento orecchio.