Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/642

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nisse a chiedermi conto dell’uso delle sue duecento pezze d’oro, e del progresso di mia fortuna, mediante la sua liberalità; e ch’io non ci vedeva altro rimedio fuorchè di sopportare la vergogna che me ne verrebbe, sebbene, anche in questa seconda occasione, io non avessi menomamente contribuito a tal disgrazia per mia colpa.

«Stettero i due amici maggior tempo della prima volta a venire ad informarsi della mia sorte, avendone Saad spesso parlato a Saadi, ma questi aveva sempre differito.»


NOTTE CCCLVI



— «Quanto più differiremo,» diceva egli, «tanto più Hassan sarà arricchito, e maggiore la soddisfazione che ne sentirò. —

«Saad non aveva la medesima opinione dell’effetto della liberalità del suo amico.

«— Voi dunque credete,» egli rispondeva, «che il vostro dono sarà stato da Hassan meglio impiegato questa volta della prima? Vi consiglio a non lusingarvi di troppo, nel timore che non vi riesca più sensibile la mortificazione, ove trovaste sia accaduto il contrario.

«— Ma,» ripeteva Saadi, «non accade tutti i giorni che un nibbio rapisca un turbante. Ciò avvenne ad Hassan, ma ora avrà prese le sue precauzioni per non cadervi la seconda volta.

«— Non ne dubito,» replicò Saad; «se non che,» soggiunse, «potrebbe essere occorso qualche altro caso che anche noi non potremmo immaginare. Torno a ripetervelo, moderate la vostra gioia, e non incli-