Pagina:Le mille ed una notti, 1852, III-IV.djvu/695

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aveva, e gli comandò, che quando i muli fossero scaricati, li mettesse non solo al coperto nella scuderia, ma lor porgesse anzi fieno ed orzo. Si prese poi anche il disturbo d’andar in cucina ad ordinare a Morgiana di allestir subito da cena per l’ ospite allora giunto, e preparargli il letto in una camera.

«Ali Baba fece anche di più: per festeggiar l’ospite colla miglior accoglienza, quando vide che il capitano dei ladroni ebbe scaricate le sue bestie, che queste erano state condotte nella stalla com’egli aveva ordinato, e ch’ei cercava un sito per passare la notte a ciel sereno, andò a prenderlo per farlo entrare nella sala in cui soleva ricevere gli amici, dicendo non permetterebbe mai che dormisse in corte. Se ne scusò vivamente il capitano, sotto pretesto di non voler essergli d’incomodo, ma invero per aver modo di eseguire con maggior libertà il piano che meditava; nè cedette alle gentilezze di Ali Baba se non dopo pressantissime istanze.

«Non contento Alì Baba di tener compagnia all’uomo che mirava a togliergli la vita, finchè Morgiana avesse servita la cena, continuò a discorrere di varie cose che credè potessergli piacere, e non lasciollo se non quando ebbe finito il pasto con cui avevalo trattato.

«— Vi lascio qui padrone,» gli disse; «non avete che a domandare le cose di cui potreste aver bisogno; non v’ha nulla in casa mia che non sia a vostra disposizione.»

Dinarzade stava si attenta al racconto della sultana, ch’essa non s’avvide dell’alba; ma Scheherazade avverti il consorte esser tempo di alzarsi; ciò ch’ei fece, aspettando con impazienza la notte susseguente.