Pagina:Le opere di Galileo Galilei III.djvu/426

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avvertimento. 421


colo delle effemeridi dal 3 agosto al 15 ottobre (pag. 656-665). Il 15 ottobre si istituisce un esame per il secondo che abbiamo riportato fra le discussioni (pag. 696-697), e che induce a nuove correzioni, le quali si rendono necessarie anche per gli altri. Con gli elementi corretti sono calcolate le effemeridi dal 15 al 19 ottobre (pag. 665-666), e novamente mutano al 20 ottobre (pag. 666) continuandosi con essi fino al 3 novembre (pag. 666-667): dal 4 al 18 novembre (pag. 668-669) le radici sono le medesime; e forse il motivo di tanti cambiamenti è da ricercarsi nelle osservazioni fatte dal 3 agosto al 15 ottobre. Ma chi vorrà indagare a fondo tutto il grande lavorio che Galileo compì intorno a questo tempo attraverso le ansie del primo Processo e che doveva condurre alla compilazione di quella tavola (pag. 473) che terminò, correggendo tutte le precedenti, l’il gennaio 1617 e che chiamò «di Bellosguardo > (pag. 701-702), dovrà esaminare tutti i materiali per la discussione e correzione degli elementi fatta nel 1616-1617 (pag. 673-736) che ci siamo studiati di raggruppare come ci parve possibile. A proposito dei quali materiali ci sembra dover dichiarare, che anche di alcune date apposte, e che sembrerebbero offrire una guida all’ordinamento, non si può affermare sempre che non siano state apposte posteriormente; ed anche quando questo dubbio non si presenti, il seguire quella disposizione ci parve che avrebbe creato molti altri inconvenienti ed avrebbe in qualche caso obbligato anche ad abbandonare una quantità di materiali contrariamente al proposito ed all’istituto nostro. Farne una scelta in modo da darne un saggio sarebbe stato senza alcun dubbio molto più agevole, ma il voler raccogliere e pubblicare tutto ha fatto incontrare difficoltà, le quali non ci affidiamo di essere pervenuti a superare.

I lavori dell’anno 1617 abbiamo ripartito in una prima effemeride dal 7 al 26 febbraio (pag. 739-741), in una seconda dal 7 marzo al 24 aprile (pag. 741-745), e nella grande effemeride continuata dal 12 luglio all’11 dicembre (pag. 746-763) nella quale, tranne che nell’intervallo del 13 al 19 agosto e forse per errore, Galileo usa costantemente la tavola di Bellosguardo.

I calcoli del 1618 constano di due effemeridi, comparate a quando a quando con le osservazioni. La prima va dal 3 gennaio al 30 novembre (pag. 767-783) e in essa i medii movimenti sono sempre quelli della tavola di Bellosguardo; ma nella seconda, che preparò dal 14 settembre al 31 dicembre (pag. 784-795), usò anche, ed anzi in generale, di un’altra tavola ottenuta per «ultimam correctionem».

Con una lacuna dovuta alla congiunzione di Giove, i lavori dell’anno 1619 comprendono una prima effemeride continuata dal l’al 18 gennaio con calcoli isolati per il 24 e 30 gennaio ed 8 febbraio (pag. 799-801), ed una seconda che cominciando con alcuni calcoli isolati per il 18 agosto, 10, 13, 14 settembre, prosegue poi continuatamente dal 19 settembre al 19 novembre (pag. 801-807), usandosi, con frequenti correzioni nelle epoche, talvolta la tavola ultima, ma più in generale quella di Bellosguardo.