Pagina:Le opere di Galileo Galilei IX.djvu/218

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214 capitolo

E giocar d’invenzione, e ’ndovinare;
     E se tu non puoi ire a dirittura,
     15Mill’altre vie ti posson aiutare.
Questo par che c’insegni la natura,
     Che quand’un non può ir per l’ordinario,
     Va dret’a una strada più sicura.
Lo stil dell’invenzione è molto vario;
     20Ma per trovar il bene io ho provato1
     Che bisogna proceder pel contrario:
Cerca del male, e l’hai bell’e trovato;
     Però che ’l sommo bene e ’l sommo male
     S’appaion com’i polli2 di mercato.
25Quest’è una ricetta generale:
     Chi vuol saper che cosa è l’astinenza;
     Trovi prima3 che cosa è ’l carnovale,
E ponga tra di lor la differenza;
     E volendo conoscer i peccati,
     30Guardi se ’l prete gli dà4 penitenza;
E se tu vuo’ conoscer gli5 sciaurati,
     Omacci tristi e senza discrizione,
     Basta che tu conosca i preti e’ frati,
Che son tutti bontà e divozione:
     35E questa via ci fa toccar il fondo6,
     E sciogl’il nodo7 alla nostra questione.
Io piglio un male a null’altro secondo,
     Un mal che sia cagion de gli altri mali,
     Il maggior mal che si trovi nel mondo8;
40Il quale ognun che vede senz’occhiali,
     Che sia l’andar vestito, tien per certo;
     Questo lo sanno in sino gli9 animali,
Che vivono spogliati e allo scoperto;
     E sia pur l’aria calda10 o ’l tempo crudo,
     45Non istan mai11 vestiti12 o al coperto.

  1. 20. Io ho notato, E, s
  2. 24. S’accoppian come, F — come polli, B
  3. 27. Provi prima, B, F, G
  4. 30. prete ne dà, C
  5. 31. E se conoscer vuoi gli, B
  6. 35. Che questa via ci fa trovar il fondo, E, s
  7. 36. E scioglie il dubbio, C
  8. 39. si ritrovi al mondo, C, D, F, G
  9. 42. sanno fino gli, F; sanno sin a gli, B; sanno insino agli D, s
  10. 44. l’aria dolce o, E, s
  11. 45. Non stanno mai, C; Non ne stan mai, E
  12. 45. vestiti nè al, B