Pagina:Le opere di Galileo Galilei V.djvu/340

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336 lettera

la contradizione di alcuno. Non basta dunque il dir che i Padri tutti ammettono la stabilità della Terra etc, adunque il tenerla è de Fide; ma bisogna provar che gli abbino condennato l’opinione contraria: imperò che io potrò sempre dire, che il non aver avuta loro occasione di farvi sopra reflessione e discuterla, ha fatto che l’hanno lasciata ed ammessa solo come corrente, ma non già come resoluta e stabilita. E ciò mi par di poter dir con assai ferma ragione: imperò che o i Padri fecero reflessione sopra questa conclusione come controversa, o no: se no, adunque niente ci potettero, nè anco in mente loro, determinare, ne deve la loro non curanza mettere in obligo noi a ricevere quei precetti che essi non hanno, nè pur con l’intenzione, imposti; ma se ci fecero applicazione e considerazione, già l’averebbono dannata se l’avessero giudicata per erronea; il che non si trova che essi abbino fatto. Anzi,1 dopo che alcuni teologi l’hanno cominciata a considerare, si vede che non l’hanno stimata erronea, come si legge ne i Comentari di Didaco a Stunica sopra Iob, al c. 9, V. 6, sopra le parole Qui commovet Terram de loco suo etc.: dove lungamente discorre sopra la posizione Copernicana, e conclude, la mobilità della Terra non esser contro alla Scrittura.

Oltre che io averci qualche dubbio circa la verità di tal determinazione, ciò è se sia vero che la Chiesa obblighi a tenere come de Fide simili conclusioni naturali, insignite solamente di una concorde interpetrazione di tutti i Padri: e dubito che poss’essere che quelli che stimano in questa maniera, possin aver desiderato d’ampliar a favor della propria opinione il decreto de’ Concilii, il quale non veggo che in questo proposito proibisca altro se non lo stravolger in sensi contrarii a quel di Santa Chiesa o del comun consenso de’ Padri quei luoghi solamente che sono de Fide, attenenti a i costumi, concer-.

1-2. i Padri amettano — 4-5. non aver loro auta occasione — 11. non ci hanno

1. In luogo di Non basta dunque il dir, che è la lezione del cod. V, gli altri codici e la stampa leggono: In oltre non basta (basti, G) il dir. Anche nel cod. V era stato scritto In oltre non basta, ma Galileo corresse di suo pugno Non basta dunque. — 2-3. è di Fede; ma, G — 3. ch’egli abbin, s — 5. reflessione o discussione, ha fatto, G; ma la lezione e discuterla, del cod. V e della stampa, è altresì degli altri codici. — 27. o del consenso comune, G; ma nè gli altri codici nè la stampa concordano in questa trasposizione. —
  1. Il tratto da «Anzi» a «Scrittura» (lin. 19), che manca nel cod. V (cfr. pag. 335, n.1), non si legge neppure nel Casanat. 675 nè nel Corsin. 701; nel cod. G e nell'Ambros. H. 226. Par. Inf. è aggiunto in margine, nel Corsin. 1090 in margine e dall'altra mano; e nel Parig. Fond ital. 212 è scritto nel testo, ma fuori di posto (dopo «contraria», lin. 3).