Pagina:Le opere di Galileo Galilei XVII.djvu/32

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[3436-3437] 22 — 24 febbraio 1637. 33

havesse desiderato che lei mandasse alcuno nuovo trattato, per cagion del quale si potesse haver el detto privilegio. Finalmente li mandai una propositione geometrica d’uno mio amicissimo e sçavante1, con la quale dimostrava che ’l grave (supponendo el moto diurno della terra) nel suo movimento non poteva descrivere el mezzo cerchio, anzi una helice2; la quale è tanto stimata, che credo facilmente che V. S. havrà caro di vederla; e se li piace, l’invierò ancora alcune altre demonstrationi del detto mio amico intorno alle sue propositioni del moto, le quali non sono ancora state viste di nissuno. Di gratia, mi faccia quel favore di scrivermi tutto quello che sarà bisogna di fare per la stampa delle dette sue opere; e s’assicuri che la persona sua m’è tanto cara, che niente potrà impedirmi di darli ogni sodisfatione possibile, offerendoli una assoluta autorità di poter disporre di me ad arbitrio suo. El Sig.r Deodati l’assicurarà con più parolle di tutto quello che li prometto di core e d’affetto. Baccio humilmente le mani a V, S., e li pregho intiera felicità.

Di Parigi, li 22 Feb.° 1637.
Molto Ill.e Sig.r mio Pad.n mio Colend.o



Devotiss.° et Vero Serv.°

P. De Carcavy.


3437.

NICCOLÒ FABRI DI PEIRESC e PIETRO GASSENDI a GALILEO [in Arcetri].

Aix, 24 febbraio 1637.


Bibl. d’Inguimbert in Carpentras. Collection Peiresc. Addit, T. IV, 3, car. 451. — Minuta autografa.

S.r Galileo Galilei.

Molt’Ill.re Sig.r et P.ron mio Col.mo

Io stava aspettando qualche risposta più formale dall’Em.mo S.r Card.le Barberino intorno alla piena rilassatione di V. S. molto Ill.re, per poterlene render conto con occasione di ricordarmele sempre devotissimo servitore et ammiratore della sua virtù et sommo valore; ma sendo andato tanto in lungo il negotio, non ho voluto lasciar andare a cotesta volta un mercante di Marsiglia mio amico3 senza farle riverenza, et dirle ch’io non mi tengo ancora per escluso della grazia appresso S. Em. Dalla qual, per l’ultimo ordinario, me n’è stato concessa un’altra, negata positivamente duoi anni intieri et più, et una seconda che pattiva difficoltà

XVII. 5
  1. Pietro Fermat.
  2. Cfr. Serie decima di Seampoli Galileiani raccolti da Antonio Favaro (Atti e Memorie della R. Accademia di scienze, lettere ed arti in Padova Vol. XI, pag. 40-42). Padova, tip. G.B. Randi, 1895.
  3. Giovanni Issaultier.