Pagina:Le opere di Galileo Galilei XVII.djvu/46

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


[8449] 20 MARZO 1637. 47 onorato, e continuatamela anco di poi mentre ha vissuto; ora, con l'occasione d'un ne- gozio importantissimo, nel quale ricorro alla sua protezione verso gì' Illustrissimi Signori Stati, dignissimo della loro grandezza e potenza, me le vengo a ofiPerire devotissimo ad onorarla e servirla. Il Sig. Galileo Galilei (il solo nome del quale, senza altra più particolare denotazione, 10 manifesta l'eccellenza del suo merito, come di persona singolare nel nostro secolo, aven- dolo illustrato per le cose da lui ritrovate nel cielo, inaudite ed incognite a i secoli passati), avendomi scritto da un anno in qua (secondo l'antica amicizia della quale Sua Signoria s' è compiaciuta onorarmi) che oltre le cose da lui ritrovate e pubblicate gliene restava una importantissima, desiderata in universale da tutti, ed alla ricerca della quale tutti i gran principi avevano invitati i mattematici e gli astronomi con promesse d'ono- ratissime ricompense a chi la trovasse, cioè l'invenzione delle longitudini, nella quale, essendosi affaticati invano fin adesso, gli era felicemente riuscito di venire a capo ed ac- certarsene per ogni sorta di prove ed esperienze continuate per molt'anni; non restarli se non di trovare un principe potente, al quale dedicando il suo segreto, il negozio sotto 20 tali auspici pigli stabilimento, ed in progresso di tempo ne sia introdotto l'uso per terra e per mare, dove assai piìi questa invenzione era necessaria per la sicurezza de' navi- ganti ; essendomi rallegrato seco che con questo nuovo trovato potesse, oltre a' prece- denti già pubblicati, anco illustrare la sua memoria con un tanto beneficio verso il ge- nere umano, gli scrissi che mi pareva (se per altre considerazioni non ne era ritenuto) che per questo non poteva far migliore elezione che degl'Illustrissimi Signori Stati Generali delle Provincie Belgiche federate, concorrendo in essi tutte le qualità desiderabili per la perfezione di questo, e potendo meglio d'ogn'altro principe, per via delle continue ed universali loro navigazioni, introdurre e stabilirne l'uso, avendo negli stati loro peritis- simi astronomi e numero grandissimo di nocchieri e marinari espertissimi ed industrio- so sissimi, e che di piìi poteva sperare, anzi assicurarsi, che essi, conoscendo per prova l'im- portanza di questo negozio e l'onore che glie ne riuscirebbe rendendosi pubblico ed all'uso universale del genere umano sotto i loro auspici, non mancherebbono di testifi- carglielo, rimunerandolo onoratamente secondo la solita loro magnanimità. Avendo dun- que esso Sig. Galilei condesceso al mio parere, mi pregò di scriverne al Sig. Ortensio per farne fare la proferta alle loro Eccellenze; la quale essendogli stata fatta dal Sig. Borei, Console d'Amsterdam, fu ricevuta da loro con molto applauso, avendo nominato i Commissari per esamine della proposizione, quando venisse loro presentata: la quale esso Sig. Galilei, essendosi trovato indisposto, non potè mandargli che in capo a quattro cinque mesi, cioè nel mese di Settembre passato, avendola indirizzata al Sig. Realio e 40 scrittoli in particolare una lettera onoratissima (come feci anch'io, accompagnando quella del Sig. Galilei, per dargli notizia che, pervenendogli per mezzo mio, me ne mandasse la risposta), pregandolo di farne la presentazione in nome di Sua Signoria alle loro Ec- cellenze (non essendo parso di dover servirsi in ciò del Sig. Ortensio, se bene suo amico, essendo uno de' Commissari nominati). Alli 4 di Novembre ebbi avviso dal Sig. Ortensio della presentazione fatta dal Sig. Realio della proposizione, e che dalle loro Eccellenze era stata ricevuta con grande aggradimento e con molto onore, come esso Signor Galilei lo vedrebbe dalla loro risposta, la quale in breve dal Sig. Reaho gli sarebbe mandata,