Pagina:Le poesie religiose.djvu/27

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NOMOS 21

O indeprecabile forza, a te il fatuo
     Gregge, che d’arbitro voler pompeggiasi.
               Superbamente stolto.
               40Volga ribelle il volto.

Non io: tra bronzei fini tu l’anime
     Serri: tu al vario tutto, con gemino
               Vallo, onde viva e regni,
               44Campo infallibil segni.

Quivi alla provvida luce s’ingemmano
     Dell’alma i vividi fiori; sorridono
               Feconde all’aure amiche
               48Le indomite fatiche.

Ma se de’ claustri dovuti il limite
     Tu sforzi, oh flebili sconfitte, oh inutili
               Vanti, oh pensier smarrito
               52Nel baratro infinito!

Dove, o terribile Còrso, i tuoi fulmini?
     Dove gl’innumeri trofei? Qua! popolo
               Di tua virtù superba
               56Un vital frutto serba?

Suonano al vacuo ètera, a’ secoli
     Suonano gemiti le tue vittorie:
               Tra sanguinosi mari
               60Tu, bieco astro, scompari.