Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/380

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
348 adjecta

DE RE RVSTICA


Gallus in sterquilinio suo plurimum potest.

Seneca, Apocol.


I.


     È mio quel gallo che alla prima luce
coll’ingrato cantar saluta il giorno
e già vecchio, spennato e disadorno,
4pur la cresta insolente al sol produce.

     Devasta i seminati e s’introduce
tra le siepi a rubar tutto il contorno,
indi all’usato sterquilinio intorno
8le sue galline a razzolar conduce.

     Poi quando vien la sera e son già sorte
pallide in ciel le prime stelle accese,
11appollaiato sulle gambe storte

     Dice alle sue galline: — «Ora è palese
ch’io son tremendo rispettato e forte
14e la bestia maggior del mio paese!» —