Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/381

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

adjecta 349

II.


     Io penso intanto: «Se tirassi il collo
per non vedermi guasto il seminato,
a questo gallo vecchio e spennacchiato
4che quanto mangia più, meno è satollo?

     E poi, che ne farò? Se fosse un pollo,
benedetto l’arrosto e lo stufato!
Ma un demonio malsano ed arrabbiato
8sul far di questo, non sarà mai frollo.

     Lasciamolo campar! Vada all’inferno
se lo voglion le volpi o le faine,
11o, se piace al Signor, viva in eterno!» —

     Schiva il gallo così l’ultimo fine
e in virtù dello sprezzo e dello scherno,
14regna sovra i capponi e le galline.