Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/496

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464 adjecta.


     Dimenticò Re Carlo e i suoi baroni
e il santo gonfalon del fiordaliso,
i giganti, le fate e gli stregoni,
44Gano schernito ed Agramante ucciso.
Dimenticò gli assalti e le tenzoni
tra lo stuol battezzato e il circonciso
e vide col pensier mille rosate
48imagini di donne innamorate.

     Rivide Olimpia, offerta all’esecrando
mostro, chieder mercè nuda e tremante
e passar sorridendo e sospirando
52Fiordispina, Isabella e Bradamante.
Vide Marfisa non curar pugnando
le salde nudità del petto ansante
e d’Angelica sua gli occhi procaci
56languir di gaudio di Medoro ai baci.

     Allor si sentì solo e in cor gli scese
gelida un’onda di malinconia,
tal che a se stesso dubitando chiese
60se la gloria non fosse una pazzia;
ed un voce in fondo al core intese
dirgli; «che vai la tua cavalleria,
che valgon le tue gesta e il tuo valore
64senza un bacio di donna e senza amore?»