Pagina:Le rime di Lorenzo Stecchetti.djvu/537

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adjecta. 505

II.


     Lottò la giovinezza inorridita,
la giovinezza che morir non vuole,
lottò col fato invano. Era finita!
4Nessuno udrà mai più le sue parole.

     La finestra per lei s’era fiorita
di giacinti novelli e di vïole,
quando, cogli occhi a cui fuggìa la vita,
8entrata in agonia, cercava il sole.

     Così, povero fior che piega e manca,
nel silenzio seren d’un giorno cheto,
11chinata sul guancial la fronte stanca,

     s’addormentò nel sol tepido e lieto
come una bimba nella cuna bianca
14e portò nella tomba il suo segreto.