Pagina:Leonardo - Trattato della pittura, 1890.djvu/157

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a 212] trattato della pittura - parte seconda 83

bianco, benchè questi non sono messi fra’ colori, perchè l’uno è tenebre, l’altro è luce, cioè l’uno è privazione e l’altro è generativo, io non li voglio per questo lasciare indietro, perchè in pittura sono i principali, conciossiachè la pittura sia composta d’ombre e di lumi, cioè di chiaro e oscuro. Dopo il nero e il bianco seguita l’azzurro e il giallo, poi il verde e il leonino, cioè tanè, o vuoi dire ocra; dipoi il morello ed il rosso; e questi sono otto colori, e più non ve n’è in natura, de’ quali io comincio le mistioni; e sia primo nero e bianco; di poi nero e giallo, e nero e rosso; di poi giallo e nero, e giallo e rosso; e perchè qui mi manca carta, lascierò a fare tal distinzione nella mia opera con lungo processo; il quale sarà di grande utilità, anzi necessarissimo; e questa tal descrizione s’intermetterà infra la teorica e la pratica della pittura.


210. Della superficie d’ogni corpo ombroso.

La superficie d’ogni corpo ombroso partecipa del colore del suo obietto. Questo dimostrano i corpi ombrosi con certezza, conciossiachè nessuno de’ predetti corpi mostra la sua figura o colore, se il mezzo interposto fra il corpo ed il luminoso non è illuminato. Diremo dunque che il corpo opaco sia giallo, ed il luminoso sia azzurro; dico che la parte illuminata sarà verde, il qual verde si compone di giallo e d’azzurro.


211. Qual è la superficie più ricettiva di colori.

Il bianco è più ricettivo di qualunque colore che nessun’altra superficie di qualunque corpo che non è specchiato. Provasi dicendo che ogni corpo vacuo è capace di ricevere quello che non possono ricevere i corpi che non sono vacui; diremo per questo che il bianco è vacuo, o vuoi dire privo di qualunque colore; essendo esso illuminato dal colore di qualunque luminoso, partecipa più d’esso luminoso che non farebbe il nero, il quale è ad uso di vaso rotto, che è privo d’ogni capacità di qualunque cosa.


212. Qual parte del corpo si tingerà più del colore del suo obietto.

La superficie d’ogni corpo parteciperà più intensamente del colore di quell’obietto, il quale gli sarà più vicino. Questo accade perchè l’obietto vicino occupa più moltitudine di varietà di specie, la quale, venendo ad essa superficie de’ corpi, corromperebbe la superficie di tale obietto, il che non farebbe se tal colore fosse remoto: ed occupando tale specie, esso colore dimostra più integralmente la sua natura in esso corpo opaco.