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156 leonardo da vinci [§ 468


Le cose distanti per due diverse cause si dimostrano di confusi e dubbiosi termini; l’una delle quali è che viene per tanto piccolo angolo all’occhio, ch’essa diminuisce tanto, che fa l’ufficio delle cose minime, che, ancorachè esse sieno vicine all’occhio, l’occhio non può comprendere di che figura si sia tal corpo, come sono le unghie delle dita delle formiche e simili cose. La seconda è, che infra l’occhio e le cose distanti s’interpone tanto d’aria che essa si fa spessa e grossa; per la sua bianchezza essa tinge le ombre e le vela della sua bianchezza, e le fa oscure d’un colore il quale è tra nero e bianco, quale è l’azzurro.

Benchè per le lunghe distanze si perda la cognizione dell’essere di molte cose, nondimeno quelle che saranno illuminate dal sole si renderanno di più certa dimostrazione, e le altre nelle confuse nebbie parranno involte. Perchè in ogni grado di bassezza l’aria acquista parte di grossezza, le cose che saranno più basse si dimostreranno più confuse, e così di converso.

Quando il sole fa rosseggiare i nuvoli dell’orizzonte, le cose che per la distanza si vestivano d’azzurro saranno partecipanti di tal rossore, onde si farà una mistione infra azzurro e rosso, la quale renderà la campagna molto allegra e gioconda; e tutte le cose che saranno illuminate da tal rossore, che sono dense, saranno molto evidenti, e rosseggieranno; e l’aria per esser trasparente avrà in sè per tutto infuso tal rosseggiamento, onde si dimostrerà del color del fiore de’ gigli.

Sempre quell’aria che sta infra il sole e la terra, quando si leva o pone, sarà più occupatrice delle cose che sono dopo essa che nessun’altra parte d’aria; e questo nasce dall’essere essa più biancheggiante.


469. De’ termini della cosa bianca.

Non sian fatti profili ne’ termini di un corpo che campeggi sopra un altro, ma solo esso corpo per sè si spiccherà.

Se il termine della cosa bianca si scontrerà sopra altra cosa bianca, se esso sarà curvo, creerà termine oscuro per sua natura, e sarà la più oscura parte che abbia la parte luminosa, e se campeggierà in luogo oscuro, esso termine parrà la più chiara parte che abbia la parte luminosa.

Quella cosa parrà più remota e spiccata dall’altra che campeggierà in campo più vario da sè.

Nelle distanze si perdono prima i termini de’ corpi che hanno colori simili, e che il termine dell’uno sia sopra dell’altro, come il termine d’una quercia sopra un’altra quercia simile. Secondo, in maggior distanza si perderanno i termini dei corpi di colori mezzani terminati l’uno sopra dell’altro, com’è verde, cioè alberi, terreno lavorato, muraglie, od altre rovine di monti o di sassi. Per ultimo si perderanno i termini de’ corpi, terminati il chiaro nell’oscuro e l’oscuro nel chiaro.