Pagina:Leonardo prosatore.djvu/212

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
208


morano tanto delli varii aggruppamenti de varie pieghe che n’empiono tutt’una figura, dimenticandosi l’effetto perchè tal panno è fatto, cioè per vestire e circondare con grazia le membra dov’essi si posano, e non empire in tutto di ventri o visciche sgonfiate sopra li rilevi alluminati de’ membri. Non nego già che non si debba fare alcuna bella falda, ma sia fatta in parte della figura, dove le membra infra essi e ’l corpo raccogliono e ragunano tal panno1.

E sopra tutto varia li panni nelle storie, com’è nel fare in alcuni le pieghe con rotture affacciate2, e questo è ne’ panni densi; alcun panno abbia li piegamenti molli, e le loro volte non laterate3 ma curve, e questo accade nelle saie e rasse e altri panni rari, come tele, veli e simili; e farai ancora de panno di poche e gran pieghe, come nelli panni grossi, come si vede nelli feltri e schiavine e altri copertoi da letti.

E questi ricordi non dò alli maestri, ma a quelli li quali non vogliono insegnare, che certo questi non sono maestri, perchè chi non insegna ha paura che non gli sia tolto il guadagno, e chi stima el guadagno abbandona il studio, il quale si contiene nell’opere di natura, maestra de’ pittori, delle quali l’imparate si mettono in oblivione, e quelle che non son state imparate più non s’imparano.

  1. Per esempio, tra le braccia e il busto.
  2. Pieghe spezzate e di molto rilievo.
  3. In linea retta.