Pagina:Leonardo prosatore.djvu/253

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La città ideale.1

Le strade N sono più alte che le strade P S braccia 6 e ciascuna strada de’ essere larga braccia 20 e avere ½ a braccio di calo dalle stremità al mezzo, e in esso mezzo sia, a ogni braccio, uno braccio di fessura, largo uno dito, ove l’acqua che piove debba scolare nelle cave fatte al medesimo piano di P S, e da ogni stremità della larghezza di detta strada sia uno portico di larghezza di braccia 6 in su le colonne.

E sappi che chi volessi andare per tutta la terra per le strade alte, potrà a suo acconcio usarle, e chi volessi andare per le basse, ancora il simile. Per le strade alte non de’ andare carri ne altre simile cose, anzi sian solamente per li gentili omini, per le basse deono andare i carri o altre some a l’uso e comodità del popolo. L’una casa de’ volgere le schiene all’altra, lasciando la strada bassa in mezzo, e da li ussi si mettine le vettovaglie, come legnie, vino e simili cose. Per le vie socterane si de’ votare destri, stalle e simile cose fetide. Dall’uno arco all’altro de’ essere braccia 300, cioè ciascuna via che riceve lume dalla fessure delle strade di sopra, e a ogni arco de’ essere una scala a lumaca tonda, perchè ne’ canton delle quadre si piscia, e

  1. La descrizione accompagna, nel codice, un disegno.