Pagina:Leonardo prosatore.djvu/311

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chezza; ponendo da canto ogni sospetto va alla sedente donzella, e se le addormenta in grembo; e i cacciatori in tal modo lo pigliano.


Superbia.

Il falcone, per la sua alterigia e superbia, vole signioreggiare e sopraffare tutti li altri uccelli che son di rapina, e san desidera essere solo; e spesse volte s’è veduto il falcone assaltare l’aquila, regina delli uccelli.


Moderanza.

L’ermellino, per la sua moderanzia, non mangia se non una sola volta il dì, e prima si lascia pigliare a’ cacciatori che voler fuggire nella infangata tana, per non maculare la sua gentilezza.


Magnanimità.

Il falcone non piglia se non uccelli grossi, e prima more che mangiare carne di non bono odore.


Gru.

Le gru, acciò che ’l loro re non perisca per cattiva guardia, la notte li stanno dintorno con pietre in piè.

Amor, timor e reverenza: questo scrivi in tre sassi di gru.