Pagina:Leonardo prosatore.djvu/328

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Del lino che fa la carta de cenci.

Sarà reverito e onorato e con reverenzia e amore ascoltato li sua precetti, di chi prima fu splezzato, straziato e martorizzato da molte e diverse battiture.


Li omini che van sopra i alberi.

Andando in zoccoli. — Saran si grandi i fanghi che li omini andranno sopra li alberi de’ loro paesi.


De’ dadi.

Vederassi l’ossa de’ morti, con veloce moto, trattare la fortuna del suo motore — i dadi.


Del navicare.

Vedrassi li alberi delle gran selve di Taurus e di Sinai, Apennino e Talas scorrere per l’aria da oriente a occidente, da aquilone a meridie, e portarne per l’aria gran moltitudine d’omini.

Oh quanti voti! oh quanti morti! oh quanta separazion d’amici e di parenti! oh quanti fien quelli che non rivedranno più le lor provincie, nè le lor patrie, e che morran sanza sepoltura, colle lor ossa sparse in diversi siti del mondo!