Pagina:Leonardo prosatore.djvu/346

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di perfetto vivo, che vivendo farsi col sonno simile ai tristi morti?


Naturalmenti li omini boni desiderano sapere. So che molti diranno questa essere opra inutile, e questi fieno quelli de’ quali Demetrio disse non faceva conto più del vento, il quale nella lor bocca causava le parole, che del vento ch’usciva dalle parte di sotto; uomini i quali hanno solamente desiderio di corporal ricchezze, diletto, e interamente privati di quello della sapienza, cibo e veramente sicura ricchezza dell’anima; perchè quant’è più degna l’anima che ’l corpo, tanto più degni fien le ricchezze de l’anima che del corpo. E spesso quando vedo alcun di questi pigliare essa opra in mano, dubito non si come la scimia sel mettino al naso, o che mi domandi se è cosa mangiativa.


Aristotile nel terzo dell’Etica: l’uomo è degno di lode e di vituperio solo in quelle cose che sono in sua potestà di fare e di non fare.


Sì come il ferro s’arrugginisce sanza esercizio, e l’acqua si putrefa, o nel freddo s’addiaccia, così lo ’ngegno sanza esercizio si guasta.


Mal fai se laidi, e peggio è si tu riprendi la cosa, quando bene tu nolla ’ntendi.