Pagina:Leonardo prosatore.djvu/92

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
88


essere più luminoso quivi assai che nelle basse pianure, perchè minor grossezza d’aria s’interponea in fra la cima d’esso monte e ’l sole1.


L’organismo terrestre.


Nessuna cosa nasce in loco dove non ha vita sensitiva, vegetale e razionale: nascono le penne sopra gli uccelli, e si mutano ogni anno; nascono li peli sopra li ammali, e ogni anno si mutano, salvo alcuna parte, come li peli delle barbe de’ lioni e gatti e simili; nascono l’erbe sopra li prati e le foglie sopra li alberi, e ogni anno in gran parte si rinnovano; adunque potremo dire la terra avere anima vegetativa, e che la sua carne sia la terra, li sua ossa sieno li ordini delle collegazioni de’ sassi, di che si compongono le montagne, il suo tenerume sono li tufi, il suo sangue sono le vene delle acque, il lago del sangue che sta dintorno al core2 è il mare oceano, il suo alitare e ’l crescere e discrescere il sangue per li polsi, e così nella terra è il flusso e riflusso del mare, e ’l caldo dell’anima del mondo è il fuoco, ch’è infuso per la terra, e la re-

  1. Il passo prova una gita del Vinci al Monviso, e testimonia — con l’evidente esagerazione — la profonda commozione sua di fronte alla solennità inusitata dell’alta montagna: magnifica le cose viste fino al punto di dire che dal Monviso sgorgano quattro gran fiumi d’Europa!
  2. Rammenta il «lago del cor» dantesco: Inf. I, 20; Ballata: Donne io non so.