Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/188

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182 APPENDICE pedagoghi, mette la dignità dell’imitazione in grandissimo peri¬ colo. E i Greci, ai quali altresi fu comune la detta voce, l’adope¬ ravano fino coi cani per lusingarli e incitarli, come puoi vedere in Senofonte nel libro della Cacciati). E nondimeno Orazio, poeta coltissimo e nobilissimo, e cosi di stile come di lingua ritiratis¬ simo dal popolo, volendo rappresentare l’ebbrietà della gioia, non si sdegnò di quella voce nelle canzoni di soggetto più magnifico. Canzone Seconda [Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze] IV, i. Voi spirerà l’altissimo subbietto. [v- 52] Io credo che s’altri può essere « spirato da » qualche persona o cosa (come i santi uomini dallo Spirito Santo (z)), ci debbano esser cose e persone che « lo » possano « spirare » ; e tanto più che non mancano di quelle che «lo ispirano»; se bene il Voca¬ bolario non le conobbe; ma te ne possono mostrare il Petrarca, il Tasso, il Guarini e mille altri. Dice il Petrarca (3) in proposito di Laura: « Amor l’inspiri In guisa che sospiri». Dice il TassoU): «Buona pezza è, Signor, che in sé raggira Un non so che d’in¬ solito e d’audace La mia mente inquieta: o Dio l’inspira; O l’uom del suo voler suo dio si face». Ed altrove(5): «Guelfo ti pregherà (Dio si l’inspira) Ch’assolva il fier garzon di quell’er¬ rore». Dice il Guarini(6): « Ché bene inspira il cielo Quel cor che bene spera». Aggiungi le Vite dei santi Padri. «Il gio¬ vane inspirato da Dio » (7), « Antonio inspirato da Dio » (8), « uno scelleratissimo uomo inspirato da Dio » (9), e simili. Anche i versi (1) C. vi, art. 17. (2) Vocab. della Crusca, v. « spirato ». (3) Canz. « Chiare, fresche e dolci acque », st. 3. (4) Gerus. liber., canto xii, stanza 5. (5) C. xiv, st. 17. (6) Pasl. fido, Atto 1, scena 4, v. 206. (7) Part. I, c. 1. Fir. i73i-'735. t. 1, p. 3- (8) C. v, p. 12. (9) C. xxxv, p. 103.