Pagina:Leopardi, Giacomo – Canti, 1938 – BEIC 1857225.djvu/196

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search


190 APPENDICE VI, 3. Quand’oltre a le colonne, ed oltre ai liti [v. 78] cui strider parve in seno a l’onda il sole. Di questa fama anticamente divulgata, che in Ispagna e in Portogallo, quando il sole tramontava, s’udisse a stridere di mezzo al mare a guisa che fa un carbone o un ferro rovente che sia tuffato nell’acqua, sono da vedere il secondo libro di Cleomede (1), il terzo di Strabone (2), la quartadecima Satira di Giovenale (3), il secondo libro delle Selve di Stazio (4) e l’Epistola decimottava d’Ausonio (5). E non tralascerò in questo proposito quello che dice Floro i®), laddove accenna le imprese fatte da Decimo Bruto in Portogallo: « Peragratoque victor Oceani litore, non prius signa convertii, quani cadentem in maria solem, obrutumque aquis ignetn, non sine quodam sacrilega meta, et horrore, deprehendit ». Vedi altresì le annotazioni degli eruditi sopra il quarantesimoquinto capo di Tacito delle Cose germaniche. VII, 5. E del notturno [v. 95] occulto sonno del maggior pianeta ? Al tempo che poca o niuna contezza si aveva (7) della rotondità della terra, e dell’altre varie dottrine ch’appartengono alla co¬ smografia, gli uomini non sapendo quello che durante la notte il sole W operasse o patisse, fecero intorno a questo particolare molte e belle immaginazioni, secondo la vivacità e la freschezza di quella fantasia che oggidi non si può chiamare altrimenti che fanciullesca, ma pure in ciascun’altra età degli antichi poteva poco meno che nella puerizia. E se alcuni s’immaginarono che il sole si spegnesse la sera e che la mattina si raccendesse, altri si persuasero che dal tramonto si posasse, e dormisse fino all’ag¬ (1) Circular. Doctrin. de Sublimibus, 1. il, cap. I. Edit. Bake, Lugd. Bat. 1820, p. 109 et seq. (2) Amstel. 1707, p. 202 B. (3) V. 279- (4) Gcnelhliac. Lucani, v. 24 et sequent. (5) V. 2. (6) L. n, c. xvii, sect. 12. (7) [Invece delle parole che precedono, l’ediz. Nobili porta: « Mentre il più degli uomini ebbero poco o niun conoscimento... »] (8) [Nell’ediz. Nobili: « il sole nel tempo della notte ».]