Pagina:Leopardi, Giacomo – Operette morali, 1928 – BEIC 1857808.djvu/247

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

appendice 241


dialogo della moda e della morte.

Pag. 23 linea 1 M.F. Madonna Morte (e cosí poi invece di madama).
» 7-9 M.F. Immortale? Buone chiacchiere... è finito il tempo
» 13 M.F. il mio Trionfo, e parlano
» 20 M.F. che non tengo occhiali da mettermi... non ne fanno che sieno a proposito,
24 8-9 M.F. le cose umane,
25 9 M.F. senza che me ne abbi a cavare
» 15 M.F. se noi per caso avessimo
» 26 M.F. lasciato dismettere
» 31 M.F. Come io non ho potuto?
26 34-35 M.F. come un pesciarello


proposta di premi

fatta dall’accademia dei sillografi.

Pag. 28 l penult. M.F. oltre alle cose
29 33 M.F. di ovviare o riparare
30 8-10 M.F. la vita umana si è un giuoco.,, piú prudentemente e artificiosamente ordinati
» 19 M.F. dal magno Alberto
» 28 M. non gli convenendo
31 1 M.F. non pare che vi si trovi (il vi è stato tolto nell’ed. N. e rimesso dal Ranieri e dal Mestica).
» 5 M.F. dopo Automato: — E notisí che l’Accademia, dicendo un uomo a vapore, non vuole intendere che egli sia conforme alla Dea de’ valori descritta nel penultimo canto del Riccio rapito, della qual condizione v’ha uomini e donne giá da gran tempo, e non è bisogno fabbricarne, oltre che non fanno al proposito dell’Accademia, come apparisce dalle cose sopradette. Il premio, ecc.
» 18 M.F. la invenzione di questo Automato
» 27 Delle donne da bene, ecc.