Pagina:Leopardi - Operette morali, Chiarini, 1870.djvu/36

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CHIARINI


di questo mistero, e spiegarsi qual legame unisca l'infinito al finito, l'eternità al tempo, va fabbricando una quantità d'ipotesi, alle quali manca ogni argomento di certezza. Ma la potenza di pensare è qualcosa di grande e meraviglioso solamente rispetto a noi e a quel nonnulla che per essa noi possiamo conoscere del mondo e dell'universo: in paragone all'universo che è? Chi dice a noi che nella infinità dei mondi che si muovono nello spazio infinito non siano esseri dotati di facoltà incomparabilmente superiori a quelle dell'uomo? di facoltà molto più grandi e meravigliose che non è la facoltà di pensare, e forse molto diverse da essa, o che se in qualche modo le somigliano, la vincano assai di forza e di comprensione? Non c'è nulla di strano a supporre che, come noi coi nostri deboli occhi e i nostri debolissimi cannocchiali siam giunti a leggere qualche sillaba nell'immenso volume del cielo, e come siamo riusciti, coll'esperienza e la industria, a scoprire alcune delle innumerevoli proprietà della materia e delle leggi che la governano, altri esseri molto maggiori a noi d'intelletto e di forza sieno andati molto più avanti nella conoscenza dell'universo. Questa è una semplice supposizione; ma poichè niuno potrebbe dimostrarmi ch'è assurda, anch'essa mi basterà per combattere il vostro pensiero increato. Perchè io vi domanderò: se non è inverosimile supporre che nell'ordine universale degli esseri esistano facoltà molto diverse dal pensiero umano e molto più meravigliose (le quali a noi non è dato immaginare, perché la fantasia nostra, per quanto ferace, non può lavorare che sopra le idee acquistate nel mondo a cui appartiene); come oserà l'uomo, non solamente supporre, ma affermare che la potenza creatrice dell'universo è alcun che di simile al