Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/12

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viii

contemporanei sono i disegni primitivi di altre quattro operette, due del ’24, e due del ’27. Giacché, oltre il Dialogo del Tasso e del suo Genio e il Copernico, qui son pure facilmente ravvisabili in Egesia pisatanato la prima idea del Dialogo di Plotino e di Porfirio1; e nel Salto di Leucade quella del Dialogo di Cristoforo Colombo e di Pietro Gutierrez2; e in Misénore e Filénore quella del Dialogo di Timandro e Eleandro3. E il documento certamente dimostra che del Plotino e del Copernico, scritti entrambi, come s’è veduto, nel ’27, non solo il concetto, ma anche la forma in cui il concetto si presentò alla mente del Leopardi, non è posteriore alle Operette del 24.
 E c’è altro. Stando alla cronologia attestata dai documenti, l’Ottonieri fu composto nell’ultimo mese d’estate del 1824: ma un’analisi molto accurata dei singoli Detti, riscontrati coi Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura, ha dimostrato, in modo incontestabile, che in questo scritto «liberamente il Leopardi raccolse dal suo Zibaldone gli appunti più singolari e umoristici; certo intendendo a una vaga e libera somiglianza e rispecchiamento delle proprie opinioni, ma più col fine di pubblicare qualche parte del materiale accumulato giorno per giorno»; sicché s’è creduto di poter conchiudere che nell’Ottonieri al Leopardi «venne fatto un centone, non un’operetta come le altre organicamente intessuta»4. Scegliamo infatti un paio d’esempi, tra i tanti che si potrebbero riferire. Nel cap. III dell’Ottonieri si legge:

Diceva che la negligenza e l’inconsideratezza sono causa di commettere infinite cose crudeli o malvage; e spessissimo hanno apparenza di malvagità o crudeltà; come, a cagione di esempio, in uno che trattenendosi fuori di casa in qualche suo passatempo, lascia i servi in luogo scoperto infracidare

  1. Egesia infatti è ricordato nel Plotino: cfr. pag. 278.
  2. Cfr. quel che dice di questo Salto il Colombo a pag. 209; e Pensieri, I, 193.
  3. Questo dialogo infatti originariamente recava il titolo di Dialogo di Filénore e di Misénore: cfr. pag. 236.
  4. F. P. LUISO, Sui Pensieri di G. L., nella Rassegna Nazionale, 1 maggio 1899, pag. 119.