Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/143

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79 — stesso. E quando eziandio non fosse chiaro che l'uomo bar¬ baro, considerato in rispetto agli altri animali, è meno buono di tutti ; io non mi persuado che I’ essere naturalmente im* perfettissimo nel proprio genere, come pare che sia I* uomo* s’abbia a tenere in conto di perfezione maggiore di tutte 5 l’altre. Aggiungi che la civiltà umana, cosi difficile da ottenere, e forse impossibile da ridurre a compimento, non è anco stabile in modo, che ella non possa cadere : come in effetto si trova essere avvenuto più volte, e in diversi popoli, che ne avevano acquistato una buona parte. In somma IO 10 conchiudo che se tuo fratello Epimeteo recava ai giudici 11 modello che debbe avere adoperato quando formò il primo asino o la prima rana, forse ne riportava il premio che tu non hai conseguito. Pure a ogni modo io ti con- I cederò volentieri che l’uomo sia perfettissimo, se tu ti risolvi 15 a dire che la sua perfezione si rassomigli a quella che si attribuiva da Plotino al mondo: il quale, diceva Plotino, è ottimo e perfetto assolutamente; ma perché il mondo sia perfetto, conviene che egli abbia in se, tra le altre cose, anco tutti i mali possibili ; però in fatti si trova in lui tanto 20 male quanto vi può capire. E in questo rispetto forse io concederei similmente al Leibnizio che il mondo presente fosse il migliore di tutti i mondi possibili. Non si dubita che Prometeo non avesse a ordine una risposta in forma distinta, precisa e dialettica a tutte queste 25 ■ ragioni; ma è parimente certo che non la diede: perché in questo medesimo punto si trovarono sopra la città di Londra: dove scesi, e veduto gran moltitudine di gente I; 2 AMF considerato anche in — AMF manco buono — 3 A tutti, — 4 AMF par — 8 A cadere, 1 non si fosse veduto — 14 conseguito. (Mancava il resto del caòoccrso). — 28 gran gente —