Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/152

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e — 88 — ed anche a quella dei primi re dell’ Assiria, dell' Egitto, della Cina, dell’ India, e d’altri paesi ; che vissero, per tornare alle favole, migliaia d’anni. Perciò, non solo io non mi curo dell’immortalità, e sono contento di lasciarla a’pesci; 5 ai quali la dona il Leeuwenhoek, purché non sieno man¬ giati dagli uomini o dalle balene; ma, in cambio di ritar¬ dare o interrompere la vegetazione del nostro corpo per allungare la vita, come propone il Maupertuis 2a, io vorrei che la potessimo accelerare in modo, che la vita nostra si 10 riducesse alla misura di quella di alcuni insetti, chiamati efìmeri, dei quali si dice che i più vecchi non passano l’età di un giorno, e contuttociò muoiono bisavoli e trisavoli. Nel qual caso, io stimo che non ci rimarrebbe luogo alla noia. Che pensi di questo ragionamento? 15 FlS. Penso che non mi persuade: e che se tu ami la metafìsica, io m'attengo alla fìsica: voglio dire che se tu guardi pel sottile, io guardo alla grossa, e me ne contento. Però senza metter mano al microscopio, giudico che la vita sia più bella della morte, e do il pomo a quella, guardan- 20 dole tutte due vestite. MET. Cosi giudico anch’io. Ma quando mi torna a mente il costume di quei barbari, che per ciascun giorno infelice della loro vita, gittavano in un turcasso una pietruzza 2 A India — paesi, — 4 AMF della — 6 A ma — 10-11 AM inselli, dei quali — 15 A persuade. — AMF hai cara — 17-18 A contento: però —- 18 N mettere — 23 A vita 1-3 a quella di Macroairide, che visse, per tornare alle (avole, cinquemila anni. — IÓ vita umana —• insetti, veri o creduti, de' — 13 io non credo che ci — 15 Non penso altro fuori [salvo] che — 16 Metafisica — Fisica — 22 que* — 89 —