Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/185

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121 — mi maraviglio che la fama di Virgilio sia potuta prevalere a quella di Lucano. Vedi che la moltitudine dei lettori, non solo nei secoli di giudizio falso e corrotto, ma in quelli ancora di sane e ben temperate lettere, è molto più dilet¬ tata dalle bellezze grosse e patenti, che dalle delicate e 5 riposte; più dall’ardire che dalla verecondia; spesso eziandio dall' apparente più che dal sostanziale ; e per 1’ ordinario più dal mediocre che dall' ottimo. Leggendo le lettere di un Principe, raro veramente d’ ingegno, ma usato a riporre nei sali, nelle arguzie, nell’ instabilità, nell’ acume quasi tutta IO l’eccellenza dello scrivere, io m’avveggo manifestissima- mente che egli, nell’ intimo de’ suoi pensieri, anteponeva 1’ Enriade all’ Eneide ; benché non si ardisse a profferire questa sentenza, per solo timore di non offendere le orecchie degli uomini. In fíne, io stupisco che il giudizio di pochis- I 5 simi, ancorché retto, abbia potuto vincere quello d'infiniti, e produrre nell’ universale quella consuetudine di stima non meno cieca che giusta. Il che non interviene sempre, ma io reputo che la fama degli scrittori ottimi soglia essere effetto del caso più che dei meriti loro : come forse ti sarà 20 confermato da quello che io sono per dire nel progresso del ragionamento. 6 A riposte, — verecondia, — 7 A sostanziale, — 8 AMF Lettere — 10 AMF ne* — nella — Il AMF la — 13 AMF la — alla — A Eneide, — 15 A fine — 18 AMF manco — 20 A loro, 7-8 ordinario dal med. più che — 9-10 Principe, il quale rarissimo veramente — riponeva tuttavia — 9 ingegno ma usato ed ammaestrato a riporre — 1 1 scrivere, m’ avveggo chiarissimamente — 15 uomini, occupate già da tanto tempo d(...) — 16 vincere ed annullare — 16-18 infiniti. 11 che non sempre —