Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/19

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xv

 Proponendo quindi la stampa dell’opera intera all’editore Stella di Milano, cominciava a scrivergli: «Ha ella veduto il numero 61 dell’Antologia, gennaio 1826? È penetrato, ed ha avuto corso in cotesti Stati? Vi ha ella veduto il Saggio delle mie operette morali? Le parlai già in Milano [agosto-settembre 25] di questo mio manoscritto. Ne abbiamo pubblicato questo saggio in Firenze per provare se il manoscritto passerebbe in Lombardia. Giudica ella che faccia a proposito per lei?... Tutte le altre operette sono del genere del Saggio, se non che ve ne ha parecchie di un tuono più piacevole. Del resto, in quel manoscritto consiste, si può dire, il frutto della mia vita finora passata, e io l’ho più caro de’ miei occhi»1. Questa lettera è del 12 marzo 26. Il 22 di quel mese lo Stella rispondeva: «Ho letto il Saggio; ed ella ha ben ragione d’amar cotanto quel suo manoscritto». Il fascicolo dell’Antologia era stato ammesso dalla Censura, quantunque l’editore credesse di non poterne tuttavia sperare anche l’approvazione per la stampa2. Avrebbe provato: intanto gli facesse sapere la mole del manoscritto. E il Leopardi subito a riscrivergli, il 26: «Confesso che mi sento molto lusingato e superbo del voto favorevole che ella accorda alle predilette mie Operette morali. Il manoscritto è di 311 pagine, precisamente della forma del ms. d’Isocrate che le ho spedito, scrittura egualmente fitta di mio carattere. Sarei ben contento se ella volesse e potesse esserne l’editore... La prego a darmi una risposta concreta in questo proposito tosto ch’ella potrà»3. Lo Stella, per saggiare le disposizioni della Censura milanese, chiese licenza di ristampare nel suo Nuovo Ricoglitore i dialoghi usciti nell’Antologia; «de’ quali», scriveva all’autore il 1° aprile, «poi formerò un opuscolo a parte che mi farà strada a pubblicar tutte queste, da Lei chiamate Operette, che lo saranno per la mole, non pel pregio certamente»4. Onde il 7 il Leopardi

  1. O. c., II, 110-1.
  2. O. c., III, 335-6.
  3. O. c., II, 118-9.
  4. O. c., III, 337-8.