Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/318

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SOLE. Che importa cotesto a me? che, sono io la balia del genere umano ; o forse il cuoco, che gli abbia da sta¬ gionare e da apprestare cibi? e che mi debbo io curare se certa poca quantità di creaturine invisibili, lontane da 5 me i milioni delle miglia, non veggono, e non possono reg¬ gere al freddo, senza la luce mia? E poi, se io debbo anco servir, come dire, di stufa o di focolare a questa famiglia umana, è ragionevole, che volendo la famiglia scal¬ darsi, venga essa intorno del focolare, e non che il focolare 10 vada dintorno alla casa. Per questo, se alla Terra fa di bisogno della presenza mia, cammini ella e adoprisi per averla : che io ^>er me non ho bisogno di cosa alcuna dalla Terra, perché io cerchi di lei. ORA PR. Vostra Eccellenza vuol dire, se io intendo 15 bene, che quello che per lo passato ha fatto ella, ora faccia la Terra. SOLE. Sì : ora, e per l’innanzi sempre. ORA PR. Certo che vostra Eccellenza ha buona ragione in questo: oltre che ella può fare di se a suo modo. Ma 20 pure contuttociò, si degni, Eccellenza, di considerare quante cose belle è necessario che sieno mandate a male, volendo stabilire questo nuovo ordine. Il giorno non avrà più il suo bel carro dorato, co* suoi bei cavalli, che si lavavano alla marina : e per lasciare le altre particolarità, noi altre povere 25 Ore non avremo più luogo in cielo, e di fanciulle celesti diventeremo terrene; se però, come io aspetto, non ci risol¬ veremo piuttosto in fumo. Ma sia di questa parte come si voglia: il punto sarà persuadere alla Terra di andare attorno; che ha da esser difficile pure assai : perch’ ella non ci è 30 usata ; e le dee parere strano di aver poi sempre a correre e affaticarsi tanto, non avendo mai dato un crollo da quel •uo luogo insino a ora. E se vostra Eccellenza adesso, per quel che pare, comincia a porgere un poco di orecchio —