Pagina:Leopardi - Operette morali, Gentile, 1918.djvu/84

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I — 20 — indurre l’animo a visitare, come avevano usato in antico, e racconsolare in tanto travaglio questa loro progenie, e particolarmente quelli che dimostravano essere, quanto a se, indegni della sciagura universale. Al che tacendo tutti gli 5 altri, ^more. figliuolo di Venere Celeste, conforme di nome al fantasma cosi chiamato, ma di natura, di virtù e di opere diversissimo; si offerse (come è singolare fra tutti i numi la sua pietà) di fare esso l’ufficio proposto da Giove^ e scendere dal cielo ; donde egli mai per 1* avanti non si era 10 tolto; non sofferendo il concilio degl’ immortali, per averlo indicibilmente caro, che egli si partisse, anco per piccolo tempo, dal loro commercio. Se bene di tratto in tratto molti antichi uomini, ingannati da trasformazioni e da diverse frodi del fantasma chiamato collo stesso nome, si pensarono 15 avere non dubbi segni della presenza di questo massimo iddio. Ma esso non prima si volse a visitare i mortali, che eglino fossero sottoposti all’ imperio della Verità. Dopo il qual tempo, non suole anco scendere se non di rado, e poco si ferma; cosi per la generale indegnità della gente 20 umana, come che gli Dei sopportano molestissimamente la sua lontananza. Quando viene in sulla terra, sceglie i cuori \ pili teneri e pili gentili delle persone più generose e magna- I nime; e quivi siede per breve spazio; diffondendovi si \ pellegrina e mirabile soavità, ed empiendoli di affetti si 5 AMF figlio — 7 A diveriiuimo, — 8 AMF aua nativa — 9 A cielo, — A per lo — 10 A lolto, — 11 AMF picciolo — 13 AMF e diverte — 15 N quetto iddio — 18 A tempo — 19 A ferma, — 21 ANF Qua¬ lora — 23 A magnanime, — AMF per alcun breve — A tpazio, 2 Unto lutto — 3 tingolarmente — 8 tua nativa [naturale] — fare I’ ufficio — 9 t' era. cavato — 10 »(ferendo gli altri — I I quantunque per — piccolo — 12 comune loro — 16 ti diede a — 18 te non rade volte — 23 per breve — 24 pellegrina e inaravigliota dolcezza — empiendogli d* alletti —