Pagina:Leopardi - Paralipomeni della Batracomiomachia, Laterza, 1921.djvu/23

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search



NOTE


Verso 3. — «A te, Nettuno re». — A Nettuno davasi il nome di re da quei di Trezene. Si veda la nota al v. 136.

Verso 36. — «Poi che per te, di fresco nato, in core Sentía gran téma». — Non ho saputo tradur meglio questo luogo; ove l’originale ha qualche difficoltá, che forse vedremo tolta via nella edizione greco-latina di quest’inno, la qual farassi di corto.

Verso 45. — «Ma t’accogliea ben tosto La diva Terra fra sue grandi braccia». — Pare che il poeta non tenga conto della favola secondo la quale Nettuno fu cresciuto da alcuni pastori.

Verso 61. — «Ed al superbo Laomedonte alzavi Tu de l’ampio Ilión le sacre mura». — È noto che, secondo i poeti, Nettuno fabbricò le mura di Troia, dopo essere stato discacciato dal cielo con Apolline, per aver cospirato contro Giove: e però l’autore parla dell’edificamento di quelle mura, dopo aver detto che Nettuno non poté vincere Giove né Minerva, della quale fa parola appresso.

Verso 67. — «...l'onde Biancheggianti del pelago spingesti Contr’Ilio tu». — Ovidio, Metamorfosi, libro XI, favola 8:

Non impune feres, rector maris inquit: et omnes
inclinavit aquas ad avarae litora Troiae:
inque freti formam terras convertit, opesque
abstulit agricolis, et fluctibus obruit arva.

Verso 83. — «E tosto fuor n’uscì destrier ch’avea Florido il crine». — Questo passo è interessante per chi ama la mito-