Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/103

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v. epigrammi 97

giunse a superare o almeno a pareggiare in brevità di espressioni la stessa lingua latina. Non posson soffrirsi da un vero italiano, acceso di zelo per l'onore del linguaggio della sua patria, quelle parole di Girard, celebre pe' suoi sinonimi, cioè: «La lingua francese è forse la più disposta alla perfezione; consistendo il suo carattere nella chiarezza, la purità, la finezza e la forza. Propria ad ogni genere di scrittura, ella è stata preferita a tutte le altre lingue d'Europa, come quella della politica generale di questa parte del mondo, e per conseguenza ella è la sola che abbia trionfato della latina». Lusingano il mio amor patrio quelle parole di Voltaire, il quale chiama la lingua francese «imbarazzata di articoli, sprovveduta d'inversioni, povera in termini poetici, sterile in giri arditi, schiava dell'eterna monotonia della rima, e contuttociò mancante di rime pei soggetti elevati», ecc. Ma, per non entrare in dispute di tal fatta, egli è fuor di dubbio che la dolcezza, la fluidità, la precisione della lingua italiana la rendono attissima all'epigramma, non meno e forse anco più della francese.

Mi si perdoni la digressione, che ad un vero patriota non può non esser lecita, e torno in sentiero. Non può negarsi che i francesi abbiano quasi sempre avuta una sorprendente inclinazione ai bons mots, la quale fece si che i loro autori fossero considerati come i modelli dello stile epigrammatico. Boileau Despreaux vien dai francesi riputato il miglior scrittore in tal genere. I suoi epigrammi e le sue satire, qualora non trascorrano in uno stile troppo aspro e pungente, sono piene di bei motti e di sali eleganti. Egli assai commenda nella sua Arte poetica il celebre Marot, e giunge perfino a proporlo come modello del motteggio elegante. Questi si fu difatto assai inclinato al piacevole, e palesa nelle sue opere e ne' suoi epigrammi un tal genio vivace e giocoso. Se egli non avesse di tratto in tratto frammischiati a' suoi componimenti de’ motti osceni e ributtanti, potrebbe forse venir considerato come uno de’migliori autori epigrammatici. Egli fu che diede il nome ad un genere di poesia, che usavan sovente i francesi nell'epigramma, ed è quella che vien nominata «marotica». Il celebre Francesco Malherbe, il famoso Maynard, Pellegrin, Racan, Ronsard, il primo che abbia osato scrivere un poema epico in lingua francese, e quegli che venne dichiarato poeta francese per eccellenza, Giambattista Rousseau, Saint-Èvremond, Saint-Pavin, De la Fresnaye, Sarrasin, Boudier, Boursault, Brebeuf ed altri molti, si segnalarono tra i francesi in

G. Leopardi, Opere - X 7