Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/122

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116 i. puerili


V

IL SOGNO

Ode del medesimo.


     Sognai che, d'ali armato,
correa veloce e franco:
Amor, di piombo il vago piè gravato,
m'insegue, ed in un punto
m'incalza... e già m'è presso... ahi! m'ha raggiunto.
Or che mi addita il sogno? Ah forse ch'io
fra molti amori avvolto,
m'agitai, fransi i lacci, alfin disciolto
spiegai libero il volo;
ma come uscir non so da questo solo.


VI

AMORE FERITO

Ode del medesimo.


     Una leggiadra rosa
cogliendo un giorno Amor
un'ape in seno al fior
non vide ascosa.
     Ma l'irritato verme
nel dito Amor ferì.
Appena il duol senti,
quel grida e piange.
     Corre a Citerà, e vola:
— Deh madre mia, pietà,
ah! dice, che sarà?
Deh! madre, io moro.