Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/238

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II - VERSI FRAMMENTI E ABBOZZI TELESILLA Io tutta abbrividisco, e le ginocchia mi sento sciòrre, ed ogni cosa al guardo mi traballa: io son presso a venir manco. GIRONE (levato in piedi) Oh cielo! oh cielo! a questa colpa quale necessità ci stringe? e perché tanto affanno, se’l fuggirla è in nostra mano? Certo che noi siam folli. TELESILLA Oh mio Girone! GIRONE Io noi vo’far già mai; pur, quand’io voglia, farollo un’altra volta. TELESILLA Un’altra volta, non ora. GIRONE Io veggio ben che ci conviene deliberarci adesso, e che già mai non tornerà l’occasion ch’a questa s’agguagli. Ma che cosa è quel ch’io penso? Telesilla, finor questi pensieri e questi detti fur da gioco? o stolti siam fatti in un momento? Io di me stesso mi maraviglio e mi vergogno. Insomma io di peccare intendo? io farò scorno al caro amico mio? che cosa è questo deliberar? si scorda in un momento la virtù che s’è culta infìno ad ora?