Pagina:Leopardi - Puerili e abbozzi vari, Laterza, 1924.djvu/241

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Ili - TELESILLA nel tornear quel eh’i’facessi, e penso ch’ognun se n’ammirasse. Or quando altrove eri intenta, io diceva: —Oh scioccherello! Per sollazzarsi, e non perché la sproni il core, ella ti guarda, in quella forma che tutte l’altre fanno; e so ben ch’ella di te pensa cosi come di tutti questi altri cavalier, che a rimirarli piglia trastullo, e non di te, ma solo del torniamento ha cura e de la festa; ma tu perch’or non senti altro che amore, credi che quel che pensi ognun lo pensi, e che d’affetto si consumi: —e, in questa, dentro a la folta disperatamente mi gittava, e, cercando a piti potere che qualche lancia mi passasse il petto, dai plausi de la gente e da le grida eri mossa di novo a riguardarmi. Cosi t’amava e t’amo, ed amerotti sempre fin eh’i’sia morto. Anima mia, quando i’ sarò lontano, e fra disagi e fra perigli sempiterni, e '1 mio cordoglio struggerammi, avrai tu nullo pensier di questo sfortunato? TELESILLA Oh mai ! non favellar cosi. Ma forse in breve se’ per lasciarmi? GIRONE È forza, e immantinente, come t’ho ricondotta a Maloalto. TELESILLA Oimè! dunque si tosto?